Apprendo da.. non ricordo… dell’estorsione perpetrata da un editore di DMOZ ai danni di un noto blog.

Il progetto DMOZ che per molti versi mi è sempre parso quantomeno curioso, una volta visto più da vicino sembra diventare sempre di più una sorta di loggia massonica, nonostante (ci tengo a dirlo) molti editori si comportino correttamente e nel rispetto delle regole.

La struttura stessa del progetto lo rende vulnerabile a comportamenti di questo tipo, si potrebbe vedere come complementare di Digg, l’editore scelto vs. la massa “stupida” … (forse meglio paragonarlo a delicious) ed ambedue sembrano avere qualche problema (oltre a risultati molto diversi).

Si dovrebbe studiare un meccanismo nel mezzo: una cosa furba che approcci il problema in maniera più complessa rispetto al mero numero di persone che scelgono una pagine… idee?


  1. RAM

    E che dire dei “simpatici” censori di Wikip€dia…

  2. danilo

    perfettamente in accordo con te. la logica di dmoz è alquanto anomala, non si capisce come si deve fare per essere inseriti. in passato ho provato più volte ad inserire alcuni siti “leciti” ma dopo ripetuti tentativi nulla da fare. non ho mai ricevuto una risposta sul rigetto. non metto in dubbio la buona fede di molti editori, ma come fare a cacciar via la marmaglia che si assume un compito e non lo porta a termine? qual’è il confine tra interesse personale “webmaster competitors editor dmoz che non ci inserisce” ed il diritto ad essere inserito nella lista?

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