Pessime Strategie #1

 Mentre studiavo Teoria dei giochi questa mattina ho cercato di modellare una situazione realmente successa da cui abbiamo tratto vantaggio qualche tempo fa, ma ovviamente non ci sono riuscito.

La situazione è quella di due giocatori che si “affacciano” sullo stesso gruppo d’utenti, dove uno dei due player è molto più conosciuto dell’altro, che decide di espandere la propria quota di utenza (es. due aziende cercano quote di mercato, due partiti cercano elettori, due locali clienti per due eventi in contemporanea ecc….).

Chimeremo p1 il player con una grande quota d’utenza e p2 l’altro, che ha una quota pressochè nulla o comunque non significativa, oltre a mezzi piuttosto ridotti (una sorta di Davide contro Golia).

La strategia pessima per p1 è dichiarare una contrapposizione con p2, dato che questo implicitamente ne pubblicizzerebbe l’attività, oppure portare gli utenti a domandarsi il perchè di un certo comportamento di p1, il che li porterebbe a conoscere p2.

Il tutto dimostrerebbe che una pessima pubblicità è comunque pubblicità, e spiegherebbe un sacco di altre cose senza andare a tirare in ballo lo studio della psiche umana, dei comportamenti collettivi ecc…

Gli utenti non sarebbero quindi giocatori, ma una sorta di punteggio ricavato con una funzione di tipo probabilistico dato in ingresso il numero di persone a conoscenza dei due players, ma come fare?



One Response (Add Your Comment)

  1. Una pessima pubblicita’ e’ pur sempre pubblicita’: probabilmente e’ cosi’, d’altro canto il detto dice:” …nel bene e nel male purche’ se ne parli”. E’inevitabile quindi che P2
    sia conosciuto dagli utenti. Il ridurre pero’ tutto ad una funzione di tipo probabilistico mi sembra azzardato, a mio avviso e difficile da provare.

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